giovedì 28 luglio 2011

A Maris .. Vorrei averti ancora con me.

Vorrei averti ancora con me,
mentre mano nella mano contiamo le stelle del cielo.

Vorrei averti ancora con me,
mentre accarezzandomi il viso mi sussurri "ti amo".

Vorrei averti ancora con me,
per sfiorare il tuo seno morbido.

Vorrei averti ancora con me,
mentre mi riveli di aver fatto la "biricchina" in internet.

Vorrei averti ancora con me,
quando ogni tuo bacio si trasforma in un'ora d'amore.

Vorrei averti ancora con me,
per dirti quello che non ti ho mai detto.

Vorrei averti ancora con me,
perché mi manchi troppo.

Grazie per tutto l'Amore che mi hai regalato.

Ascolto il silenzio e chiudo gli occhi per vedere il tuo viso.
Ascolto il silenzio nelle lunghe notti ormai solitarie senza di te, ma riesco ancora ad abbracciarti.
Ascolto il silenzio e sento che il mio Angelo è ancora vicino a me.

Ora so che sei ancora con me .. per sempre.

(tuo per sempre .. Florindo)
Ciao piccolo Angelo

domenica 17 aprile 2011

El Condor Pasa - Simon and Garfunkel (1970)

El Condor Pasa è una melodia tradizionale peruviana. Fu composta da autore ignoto in onore dell'ultimo membro della famiglia reale inca, Tupac Amaru, nel 1781. Si tratta di un 'yaravi', genere di canto lento, malinconico e lirico di origine meticcia, 'El Condor Pasa' ne è l'esempio più famoso nel mondo.
José Gabriel Condorcanqui, detto Túpac Amaru II (Tinta, 19 marzo 1738 Cusco, 18 maggio 1781), è stato il capo di una rivolta indigena contro gli spagnoli del Perù coloniale. Nonostante la rivolta non avesse avuto successo, divenne simbolo della battaglia per i diritti delle popolazioni indigene dell'America latina e della lotta, anche armata, contro i governi di quei paesi. Nato a Tinta (nella provincia di Cusco, Perù) il 19 marzo 1738 con il nome di José Gabriel Condorcanqui. Aveva origini sia spagnole sia Inca e faceva parte della nobiltà peruviana. Discendeva, per linea materna, da Túpac Amaru, l'ultimo imperatore Inca giustiziato dagli spagnoli nel 1572. Rimase orfano di padre quando era ancora un bambino e si occuparono di lui due suoi zii. Grazie a questi, ricevette un'educazione gesuita alla scuola San Francisco de Borja, istituto fondato per i nativi con nobili origini. Nel 1760 si sposò con Micaela Bastidas Puyucahua di Abancay, nobildonna spagnola da cui ebbe tre figli: Hipólito, Mariano e Fernando. Uomo di ferrei principi morali, era indignato della situazione nella quale vivevano le popolazioni native e supplicò il governo spagnolo di migliorare le condizioni di vita nelle miniere, nelle fabbriche tessili e nei villaggi. Passò dalle parole ai fatti e, ispirandosi al suo trisavolo Túpac Amaru, che resistette fino alla morte contro gli spagnoli a Vilcabamba, prese il suo nome ed organizzò una rivolta, la prima sollevazione anti-colonialista contro gli spagnoli dalla fine dell'Impero Inca. L'insurrezione fu stroncata e Túpac Amaru II fu catturato. Venne condannato alla tortura e alla pena di morte per squartamento. Venne ucciso nel 1781 a Cusco nella Plaza de Armas dove anche Túpac Amaru I era stato decapitato. Inoltre venne ordinato lo sterminio della sua discendenza, fino alla quarta generazione. Alla sua morte seguirono altre sollevazioni che vennero però tutte stroncate e i ribelli catturati. La maggior parte fu condannata a morte e una parte (circa 90 persone) vennero trasferite nelle carceri in Spagna dove morirono. Fu comunque solo l'inizio delle battaglie che portarono all'indipendenza del Perù.

Il mattino brucia e dalle montagne scende un grido,
il grido di battaglia sulla terra.
Pantere nere son pronte a balzare, eh sì.
Ovunque arde l'incendio.
Schiacciate la bramosia yankee di oro e di sangue,
altrimenti non saranno mai sazi.
Poi potrà esserci pace in ogni terra,
quando saranno stati uccisi.
Eh sì. El condor pasa

È una melodia divenuta il simbolo della Libertà, non solo per gli Incas, ma per tutto il mondo... Sono state pubblicate moltissime versioni, una tra le più famose è quella di Simon and Garfunkel.

El Condor Pasa - Simon and Garfukel (1970)

El Condor Pasa - Los Incas (1963) VERSIONE ORIGINALE






Simon and Garfunkel (discografia e biografia)

domenica 3 aprile 2011

The Ghost of Tom Joad - Bruce Springsteen (1995)

Primi anni '30, Tom Joad uscito di prigione scopre che la terra della fattoria di famiglia è stata espropriata dalle banche. Senz'altra scelta carica i nonni ed i famigliari su un camion e partono verso la California con le loro poche cose e la promessa di una terra fertile. Conosceranno lotta, miseria e paghe da fame, ma i sopravvissuti si rimetteranno in piedi.
Le tematiche trattate dai testi, così come la musica e gli arrangiamenti, più folk e acustici, richiamano l'album di Springsteen del 1982 Nebraska. Tom Joad è il protagonista del romanzo di John Steinbeck The Grapes of Wrath (Furore in italiano) e dell'omonima riproposizione cinematografica di John Ford. Le canzoni, quasi tutte ambientate sul confine con il Messico, parlano dei problemi degli immigrati messicani negli Stati Uniti, o della Seconda guerra mondiale vista dalla gente comune.
Tutto l'album "The Ghost of Tom Joad" (1995) direttamente dal sito ufficiale di Bruce Springsteen

Il Fantasma di Tom Joad (testo tradotto)
Uomini camminano lungo i binari,
vanno in un posto da cui non si ritorna,
elicotteri della polizia stradale arrivano dalla colline,
minestra scaldata al fuoco
degli accampamenti sotto il pontela fila
per un soccorso è così lunga da girare l’angolo,
benvenuti al nuovo ordine mondiale.
Famiglie dormono nelle loro macchine
nel Sudovest senza casa,
senza lavoro, senza pace, senza riposo.
L’autostrada è viva stasera
ma nessuno prende in giro
nessuno su dove porti,
sto qui seduto alla luce del falò
cercando il fantasma di Tom Joad. 
Lui prende un libro di preghiere
dal proprio sacco a pelo,
il predicatore accende una sigaretta
e aspira aspettando il giorno in cui
l’ultimo sarà il primo e il primo sarà l’ultimo
dentro una scatola di cartone
nel sottopassaggio hai un biglietto
di sola andata verso la terra promessa,
hai un buco nello stomaco per la fame
e una pistola in mano
dormi su un cuscino di pietra dura
ti lavi negli acquedotti della città.
L’autostrada è viva stasera,
tutti sanno dove porti,
sto qui seduto alla luce del falò
cercando il fantasma di Tom Joad. 
Tom disse “mamma, ovunque trovi
un poliziotto che picchia un ragazzo,
ovunque trovi un neonato che piange per la fame
dove ci sia nell'aria la voglia di lottare
contro il sangue e l’odio cercami,
mamma, io sarò lì ovunque trovi qualcuno
che combatte per un posto dove vivere
o un lavoro dignitoso, un aiuto,
ovunque trovi qualcuno che lotta
per essere libero,
guarda nei loro occhi, mamma, vedrai me”. beh...  
L’autostrada è viva stasera
ma nessuno prende in giro
nessuno su dove porti,
sto qui seduto alla luce del falò
con il fantasma di Tom Joad.


domenica 27 marzo 2011

Fernando - ABBA (1976)


Fernando non era in origine una canzone scritta e studiata per la band, quanto per Anni-Frid Lyngstad, che la incise nel suo album da solista Frida ensam nel 1975. Fu scritta da Björn Ulvaeus, Benny Andersson e Stig Anderson, con il titolo provvisorio di Tango e la sua registrazione era in preparazione già nell'agosto 1975.

La versione svedese della canzone fa riferimento ad un uomo di nome Fernando e alla sua ex-ragazza che lo lasciò molto tempo addietro. Il singolo ottenne uno strepitoso riscontro in Scandinavia, saldandosi alla prima posizione della classifica svedese per dieci settimane. Gli ABBA pensarono allora di registrarne una nuova versione in inglese, distribuendola dapprima in Europa (27 marzo 1976), poi nuovamente in Scandinavia (12 aprile) e infine in Nord America (4 settembre).
Per quanto gli autori premisero di non riferirsi ad alcuna specifica guerra o periodo storico, la frase Since many years I haven't seen a rifle in your hand (italiano "Da molti anni non ti vedevo imbracciare un fucile"), inclusa nella versione in inglese, diede adito a credere che la scena si svolgesse durante la rivoluzione messicana (il che spiega il riferimento al Rio Grande all'interno del testo). Un'altra ipotesi sostiene che Fernando fosse parte della Brigata Internazionale durante la guerra civile spagnola. Ne esiste inoltre una versione in spagnolo dallo stesso titolo.

Fernando (English Version) - ABBA

Fernando (Versión Española) - ABBA

sabato 26 marzo 2011

Enola Gay - O.M.D. (1980)

Enola Gay è il nome del bombardiere  B-29 Superfortress che il 6 agosto  1945, poco prima del termine della seconda guerra mondiale, sganciò sulla città giapponese di Hiroshima  la prima bomba atomica della storia ad essere stata utilizzata in guerra, soprannominata Little Boy. A causa del suo ruolo nei bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki, il suo nome è stato sinonimo della controversia sui bombardamenti stessi. Enola Gay è il nome della madre del pilota, Paul Tibbets.
Nel 1994, l'aereo ottenne una maggiore attenzione nazionale negli Stati Uniti quando una mostra della Smithsonian Institution al National Air and Space Museum di Washington fu modificata a causa di una contestazione sui contenuti storici dell'esposizione. Dal 2003, Enola Gay è in mostra nello Steven F. Udvar-Hazy Center presso l'aeroporto internazionale di Dulles, in Virginia.

Storia
Bombardamento di Hiroshima
Enola Gay con equipaggio. Paul Tibbets al centro e, alla sua destra, Theodore Van Kirk.
L'Enola Gay (B-29-45-MO, numero di serie 44-86292, victor number 82) venne assegnato al 393º squadrone bombardieri, 509º Gruppo Composito dell'USAF, e volò la missione del 6 agosto partendo da Tinian, una grande isola con diverse basi aeree USAF nell'arcipelago delle Isole Marianne. L'aereo era uno dei quindici B-29 con l'ultima modifica "Silverplate", necessaria a sganciare ordigni atomici. L'Enola Gay venne costruito dalla Glenn L. Martin Company nello stabilimento di Omaha, Nebraska, in quella che oggi è la Offutt Air Force Base, e selezionato personalmente dal colonnello Paul Tibbets, comandante del 509º Gruppo Composito il 9 maggio 1945, quando era ancora sulla linea di assemblaggio, come il B-29 che avrebbe utilizzato per la missione dello sgancio della prima bomba atomica.
L'aereo venne accettato dall'United States Army Air Forces (USAAF) il 18 maggio 1945 e assegnato all'equipaggio B-9 (capitano Robert Lewis, comandante dell'aereo), che pilotò l'aereo da Omaha alla base del 509º al Wendover Army Air Field, nello Utah, il 14 giugno 1945. Tredici giorni dopo lasciò Wendover per Guam, dove venne modificata la stiva delle bombe, e proseguì per Tinian il 6 luglio. Gli venne assegnato il victor number 12, che venne in seguito cambiato in 82. Dopo aver compiuto otto missioni di addestramento e due di combattimento in luglio, l'aereo venne usato il 31 luglio in una prova della missione vera e propria, con una finta "Little Boy" che venne sganciata al largo di Tinian.
Il 5 agosto 1945, durante i preparativi per la prima missione atomica, Tibbets diede all'aereo il nome di sua madre, Enola Gay Tibbets (1893-1983, che portava quel nome da una eroina di un romanzo). Secondo Gordon Thomas e Max Morgan-Witts, il comandante regolarmente assegnato dell'aereo, Robert Lewis, era scontento di venire scavalcato da Tibbets per questa importante missione, e si infuriò quando arrivò davanti all'aereo la mattina del 6 agosto e lo vide dipinto con il nuovo nome. Lo stesso Tibbets, intervistato a Tinian alla fine di quel giorno da un corrispondente di guerra, confessò di sentirsi un po' imbarazzato per aver associato il nome di sua madre a una missione così fatidica.
La missione su Hiroshima venne descritta come impeccabile dal punto di vista tattico, e l'Enola Gay ritornò senza inconvenienti alla sua base di Tinian. Il primo bombardamento atomico venne seguito tre giorni dopo da quello di un altro B-29 (Bockscar), pilotato dal maggiore Charles W. Sweeney, che sganciò un secondo ordigno nucleare, denominato "Fat Man", su Nagasaki. La missione su Nagasaki, per contro, è stata descritta come tatticamente errata; anche se raggiunse i suoi obiettivi, andò incontro a diversi errori di esecuzione e Bockscar ebbe a malapena il carburante necessario per un atterraggio di emergenza a Okinawa. In quell'occasione, l'Enola Gay, pilotata dal B-10 (capitano George Marquardt, comandante dell'aereo, era il velivolo di ricognizione meteorologica per Kokura.

Storia successiva
Il 6 novembre 1945, Lewis riportò l'Enola Gay negli Stati Uniti, atterrando alla nuova base del 509º squadrone Roswell Army Air Field, New Mexico, l'8 novembre. Il 29 aprile 1946, l'Enola Gay abbandonò Roswell come parte dell'Operation Crossroads e volò a Kwajalein il 1º maggio. Non fu scelto per effettuare il test di sgancio all'Atollo di Bikini e abbandonò Kwajalein il 1º luglio, il giorno stesso del test, e raggiunse il Fairfield-Suisun Army Air Field, California, il giorno seguente.
La decisione venne presa per preservare l'aereo e il 24 luglio 1946 fu spostato alla Davis-Monthan Air Force Base, Arizona, al fine di prepararlo per il deposito. Il 30 agosto la proprietà del velivolo fu trasferita allo Smithsonian Institution e fu rimosso dall'inventario USAAF; da allora venne immagazzinato provvisoriamente in una serie di posizioni:
  • 1º settembre 1946, Davis-Monthan AFB
  • 3 luglio 1949, Orchard Place Air Field, Park Ridge, Illinois, pilotato qui dal generale Tibbets per accettazione dallo Smithsonian.
  • 12 gennaio 1952, Pyote Air Force Base, Texas, spostato dopo che la posizione di O'Hare's fu confermata
  • 2 dicembre 1953, Andrews Air Force Base, Maryland
  • 10 agosto 1960, lo smontaggio all'Andrews fu iniziato da personale dello Smithsonian
  • 21 luglio 1961, i componenti furono trasportati al centro di deposito dello Smithsonian a Suitland, Maryland.
La ristrutturazione iniziò definitivamente il 5 dicembre 1984 al Centro di Preservazione, Ristrutturazione e Deposito "Paul E. Garber" di Suitland.

Sviluppi recenti
L'Enola Gay è oggi allo Steven F. Udvar-Hazy Center.
L'Enola Gay si trovò al centro di una controversia allo Smithsonian Institution nel 1994, quando il museo mise in mostra la sua fusoliera come parte dell'esposizione che commemorava il cinquantenario del bombardamento atomico di Hiroshima. L'esposizione, "The Crossroads: The End of World War II, the Atomic Bomb, and the Cold War" venne preparata dal National Air and Space Museum dello Smithsonian e allestita attorno a una versione restaurata dell'Enola Gay. I critici, in particolare l'American Legion e la Air Force Association, accusarono che l'esposizione si concentrava troppo sulle vittime della bomba, invece che sui motivi che portarono al bombardamento o sulla discussione del ruolo che ebbe nel porre fine alla guerra. L'esposizione portò all'attenzione nazionale molte durature questioni accademiche e politiche, legate a visioni retrospettive del bombardamento, e alla fine, dopo tentativi di rivedere l'esposizione in modo da soddisfare i vari gruppi in competizione, la stessa venne annullata il 30 gennaio 1995, anche se la fusoliera andò comunque in mostra. Il 18 maggio 1998 la fusoliera venne restituita alla Garber Facility per il restauro finale.
Da allora l'intero aereo è stato restaurato per esposizioni statiche ed è attualmente uno dei principali pezzi in mostra al National Air and Space Museum nei pressi dell'Aeroporto Internazionale Dulles. Come conseguenza della controversia citata in precedenza, i pannelli informativi attorno all'aereo riportano solo gli stessi succinti dati tecnici comuni agli altri aerei presenti nel museo, senza discussione delle questioni controverse. L'aereo è protetto con vari mezzi per impedire una ripetizione dei vandalismi che vennero tentati contro di esso la prima volta che venne messo in mostra.
Le quattro eliche in alluminio, che vennero usate durante la missione di bombardamento per risparmiare peso, sono finite alla Texas A&M University. Una di queste, ridotta a 3 metri, fornisce la spinta per la galleria del vento a bassa velocità Oran W. Nicks. Un motore elettrico da 1250 kVA fornisce una rotazione costante (900 RPM) e l'inclinazione delle pale dell'elica (passo) viene variata per controllare la velocità del vento (fino a 320 chilometri orari) nel tunnel.

Equipaggio della missione.
L'equipaggio dell'Enola Gay nella missione del 6 agosto 1945 era composto da dodici persone:
    * Colonnello Paul W. Tibbets, Jr., pilota
    * Capitano Robert Lewis, copilota
    * Maggiore Thomas Ferebee, bombardiere
    * Capitano Theodore Van Kirk, navigatore
    * Tenente Jacob Beser, contromisure radar (l'unico a volare anche nel bombardamento di Nagasaki)
    * Capitano William Sterling "Deak" Parsons, responsabile armamenti
    * Sottotenente Morris R. Jeppson, assistente del responsabile armamenti
    * Sergente Joe Stiborik, radar
    * Staff Sergeant Robert Caron, mitragliere di coda
    * Sergente Robert Shumard, assistente ingegnere di volo
    * Private First Class Richard Nelson, operatore radio
    * Technical Sergeant Wyatt Duzenberry, ingegnere di volo
    * Ufficiale Claude Robert Eatherly responsabile della verifica delle condizioni meteorologiche

Nella musica.
In musica ci sono svariati riferimenti a quest'aereo; le canzoni parlano della seconda guerra mondiale o fanno un gesto d'accusa nei confronti dello sganciamento della bomba atomica. Tra queste:
  • Un brano del secondo album del gruppo Orchestral Manoeuvres in the Dark, intitolato Enola Gay, con riferimento all'attacco di Hiroshima.
  • Un brano degli italiani Innato senso di Allergia.
  • Il gruppo power metal tedesco Grave Digger ha inciso il brano Enola Gay (drop the bomb) nel loro terzo album, War Games.
  • Il gruppo heavy metal inglese Iron Maiden ha menzionato l'Enola Gay nel brano Tailgunner sul loro album No Prayer for the Dying.
  • Un brano del gruppo musicale italiano, i Nomadi, ha dedicato all'ufficiale Eatherly Il pilota di Hiroshima
  • Un brano del gruppo thrash metal tedesco Sodom è intitolato Little Boy e parla appunto della bomba sganciata su Hiroshima.Il brano è presente nell' album M-16 uscito nel 2001.

Enola Gay - Orchestra Manouvres in the Dark (1980)

Il Pilota di Hiroshima - Nomadi (1985)


Fuori nel mondo chissà dove 

o su nel cielo fra gli eterni eroi, 
ma nel fondo di un profondo eterno 
vive un uomo vive il suo inferno. 
La sua bocca più non parla, 
le sue notti non le dorme più, 
sta nascosto dietro il suo pensiero, 
muore un uomo muore senza il vero. 
Il pilota di Hirioshima un duro 
alla maniera di John Wayne 
Ray Ban scuri, il lavoro era guerra, 
ma negli occhi quel bimbo sulla terra. 
Fuori nel mondo chissà dove, 
nel riflesso del cielo nello stagno 
striscia ancora la scia di vapore 
del suo aereo e di quelle ore. 
Il pilota di Hirioshima un duro 
alla maniera di John Wayne 
Ray Ban scuri, il lavoro era guerra, 
ma negli occhi quel bimbo sulla terra. 
Sente battere le ali, 
sente il freddo tutto intorno a sé, 
vede luce di luce più abbagliante 
di quel sole esploso in un istante

mercoledì 23 marzo 2011

Lambada - Kaoma (1989)

Lambada, conosciuta anche come Chorando Se Foi (Lambada) è il titolo di una canzone pubblicata nell'estate del 1989 dal gruppo francese Kaoma.
Il singolo, primo estratto dall'album del gruppo "World Beat", fu un successo mondiale, raggiungendo la prima posizione delle classifiche di undici paesi e raggiungendo la top 10 in moltissimi altri. Divenne tormentone estivo del 1989 e la danza che accompagnava la canzone, chiamata anch'essa Lambada, divenne un classico dei balli latini americani di coppia ballata ancora adesso e una delle canzoni in lingua portoghese più conosciute al mondo. In Italia la canzone fu presentata con gran successo all'edizione del Festivalbar  1989.
Il video della canzone è ambientato sulla spiaggia di Trancoso in Brasile. Protagonisti sono i piccoli ballerini Chico & Roberta.
IL BALLO
Lambada è il nome di un ballo brasiliano  omonimo della canzone Lambada. Si ritiene che la melodia nasca dalla musica zouk tipica delle Antille.
Si diffonde in tutto il mondo alla fine degli anni ottanta, quando la canzone Lambada, cantata in portoghese dal gruppo francese Kaoma, vende più di cinque milioni di dischi in tutto il mondo nel 1989. Lo strumento caratteristico utilizzato era il bandoneon.
È un ballo fortemente erotico dove le gambe dei due ballerini sono disposte in modo che una coscia di ciascuno dei due partner finga di sfregare sugli organi sessuali dell'altro partner durante la danza.
In realtà il vero autore della Lambada è il boliviano Ulises Hermosa Virreira, leader del gruppo "Los Kjarkas", morto di leucemia nel '92. Il titolo originale della canzone è "Llorando se fue".
In Italia la Lambada fu rilanciata nel 1992 dal fisarmonicista Roberto Giraldi in arte Castellina con una nuova versione realizzando anche dei videoclip dove si associò fortemente il suono del bandoneon ai passi di danza dei ballerini.
Nella seconda metà degli anni Ottanta nasce e si sviluppa in Brasile un nuovo ballo, pieno di ritmo e di passione, un irresistibile vortice di energia e sensualità che cattura l'attenzione delle coppie: la Lambada. Il fenomeno parte da Rio de Janeiro e dintorni, dalle spiagge di Copacabana passando per Sao Paulo, Santa Catarina, Porto Seguro, Bahia, Belo Horizonte e Porto Alegre, per arrivare a conquistare l'intero globo.
Nessuno può stare fermo quando la musica ha inizio: si danza, un fremito scuote le membra, mentre il pensiero vola lontano, verso notti di fuoco sull'Oceano Pacifico incantato dalla luna.
La Lambada, per quanto espressione moderna di corpi in movimento, discende in realtà da un'antica danza brasileira. La sua particolarità, rinnovando una tradizione millenaria, è l'estrema vicinanza dei due interpreti, che arrivano a toccarsi, entrando in contatto con varie zone del loro corpo, come braccia, gambe e addome. Molto erotico il passo principale, che vede la coscia dell'uomo infilarsi in mezzo alle gambe della donna, mentre le mani si sfiorano all'altezza dei volti o delle spalle. I fianchi si dondolano avanti e indietro, precedendo i movimenti delle gambe (questa è forse la parte più ostica da assimilare per i principianti).
Più di ogni altra cosa, la Lambada è improvvisazione: i ballerini, seguendo comunque uno schema di base, sono lasciati liberi di interpretare a proprio modo i movimenti, creando così infinite varianti.
Il ritmo consigliato per l'esecuzione ottimale della canzone è di 4/4, con una velocità che può arrivare fino a cinquanta battiti al minuto (nel ritmo quick-quick-slow).
Questo ballo arrivò in Europa nell'estate 1989: furono i francesi Kaoma a lanciarlo ed il successo fu enorme (cinque milioni di dischi venduti), anche se ci fu qualche polemica riguardante l'utilizzo della melodia, che sembrava appartenere ad un gruppo boliviano. In realtà si presume che la musica derivi dalla tradizione delle isole Antille, in particolare dalla musica zouk caratteristica di quei luoghi. Lo strumento tipico che accompagna l'esecuzione del brano è il bandoneon.
Il termine "lambada" deriva da un'espressione piuttosto oscura ed incerta nell'origine, mutuata dalla lingua portoghese ed utilizzata in Brasile: si riferisce al movimento ondulatorio di una frusta che schiocca, paragonabile alla scossa dei ballerini.
Storicamente, questo ballo così conturbante deriva dal Carimbò, un enorme tamburo africano in grado di riprodurre un suono altisonante ed ipnotico. Il Carimbò, inteso come ballo, fu importato infine in Brasile nel secolo XVI: esso, con delle contaminazioni di Salsa, Reggae e Merengue si è evoluto fino ad arrivare alla Lambada come oggi la conosciamo.
Questa danza coinvolgente e sonora ha segnato indelebilmente almeno un paio di stagioni, accompagnando l'estate dei più giovani, ma anche quella delle persone mature. Che piaccia o meno, la Lambada è entrata ormai nell'immaginario collettivo, nei balli popolari e nella tradizione dei popoli latino-americani. Impossibile pensare ad una sagra culinaria con la banda di paese senza l'esecuzione di questo piccolo grande capolavoro di ritmo e sensualità.

La Lambada (Video originale)


La Lambada (il ballo erotico)



I Kaoma (discografia e approfondimenti)
La Lambada (stesso articolo tra le mie note facebook)
Anni '80

lunedì 21 marzo 2011

Scarborough Fair (La Fiera)

LA FIERA
Durante il periodo medievale la località marittima di Scarborough era un importante punto di riferimento per i commercianti provenienti da tutto il Regno Unito. La cittadina era sede di un'esposizione commerciale che aveva inizio il 15 agosto e durava quarantacinque giorni, un periodo eccezionalmente lungo per una fiera, a quei tempi. I mercanti giungevano da ogni parte dell'Europa: Inghilterra, Norvegia, Danimarca, il Baltico e lmpero bizantino. La fiera di Scarborough nacque da uno statuto approvato dal re Enrico III d'Inghilterra il 22 gennaio 1253. Il documento, che conferì a Scarborough numerosi privilegi, stabiliva che i cittadini e i loro eredi avrebbero potuto tenere una fiera all'interno delle mura del paese; fiera che sarebbe iniziata con la Festa dell'Assunzione della Beata Vergine Maria e avrebbe avuto termine con la Festa di San Michael. Secondo il moderno calendario romano cattolico, le date corrispondevano al 15 agosto e al 29 settembre. Questa manifestazione attirò non solo commercianti: essi necessitavano di un luogo dove potersi rifocillare e amavano essere intrattenuti con giochi. Pertanto la fiera era affollata da compratori, venditori e i cosiddetti cercatori di divertimento. I prezzi erano stabiliti dalla regola dai e prendi, e i beni venivano scambiati con la regola del baratto. Testimonianze mostrano che dal 1383 il successo di Scarborough era destinato a crollare.
Nei primi anni del XVII secolo la concorrenza dei mercati e dalle fiere delle città vicine e la tassazione sempre più opprimente furono un duro colpo per la fiera, tanto che alla fine dovette essere abolita. Il mercato si riprese nuovamente nel XVIII secolo, ma a causa dell'accesa concorrenza, Scarborough Fair si spense definitivamente nel 1788. La tradizionale Scarborough Fair non esiste oggigiorno, sebbene si svolgano ancora alcune celebrazioni durante il mese di settembre per ricordare l'evento originale. Nel luglio 2006 Scarborough Fair fu testimone delle Medieval Jousting Competions, finanziate attraverso il patrimonio reale, in aggiunta alle usuali attrazioni.


LA BALLATA
La canzone narra la storia di un giovine che invita il lettore a domandare alla sua amata di svolgere per lui una serie di imprese impossibili; solo quando ella avesse portato a termine il compito sarebbe stata libera. Una delle immagini più famose è quella della donna che si vede costretta a preparare per lui una camicia senza poter usare ago e filo e quindi lavarla in un pozzo privo di acqua. Spesso la canzone è cantata come un duetto nel quale a sua volta la donna pretende dal suo amante una serie di prove e solo quando il ragazzo avrà finito potrà avere la sua camicia senza cuciture. Nonostante le versioni della ballata conosciuta come Scarborough Fair si limitano a raccontare la storia di questi improbabili accordi, sono state avanzate molte ipotesi riguardanti il suo significato. Una di esse riconosce la "sofferenza dovuta alla Peste" come fulcro di tutta la vicenda. Infatti, Scarborough Fair sembra derivare da una ballata scozzese più antica (ed ora sconosciuta) intitolata Il cavaliere elfo (The Elfin Knight), che si fa risalire al 1670, ma potrebbe essere addirittura anteriore. La ballata tratta di un elfo che minaccia una donna di diventare il suo amante a meno che lei non compia una durissima prova (For thou must shape a sark to me / Without any cut or heme, quoth he); ella risponde per le rime, con la sua lista di compiti da portare a termine. Da quando iniziò a diffondersi, la canzone fu adattata, modificata, e riscritta al punto che nel XVIII secolo esistevano dozzine di versioni diverse, nonostante solo un numero molto esiguo di queste siano cantate oggi. I riferimenti a Scarborough Fair e il ritornello parsley, sage, rosemary and thyme, si riferiscono ad alcune versioni del XIX secolo. Il ritornello in particolare richiama alcune immagini e addirittura sembra essere tratto dalla ballata Riddles Wisely Expounded.
Numerose versioni della canzone sono state incise o eseguite da artisti di musica pop e rock, la più celebre delle quali è probabilmente quella di Simon and Garfunkel.
In Italia la ballata è stata pubblicata da Angelo Branduardi nell'album Futuro Antico I del 1996. In questo album Angelo Branduardi parte alla scoperta di musiche medievali nell'ambito sia del sacro che del profano. I brani sono suonati con l'ensemble musicale Chominciamento di gioia, il tutto è diretto ed orchestrato con la collaborazione di Renato Serio.


Scarborough Fair - Simon and Garfunkel (1972)

Scarborough Fair - Mediæval Bæbes (2003)


Scarborough Fair - Angelo Branduardi (1996)






sabato 19 marzo 2011

Copperhead Road - Steve Earle (1988)

Steve Earle è il primo dei cinque figli di Barbara e Jack Earle, un controllore del traffico aereo. Una leggenda, peraltro mai confermata, racconta che al momento della nascita i suoi piedi vennero appoggiati su una zolla di terra del Texas fatta pervenire appositamente dai nonni, affinché, sebbene nato in Virginia, fosse texana la terra che avrebbe per prima toccata.


Anche se i genitori si trasferivano spesso all'interno degli Stati Uniti durante la sua infanzia, egli passò gran parte della sua vita scolastica a Schertz, nel Texas; tuttavia, abbandonò gli studi all'inizio delle scuole superiori e si trasferì a Houston per riuscire ad imparare di più sull'industria musicale e provare a seguire la sua passione per la chitarra, che aveva iniziato a suonare all'età di 11 anni.

Steve Earle è stato sposato sette volte, di cui due con la stessa donna (Lou-Ann Gill) ed è padre di tre figli avuti da tre madri diverse. Dal 2005 è sposato con la cantante country Allison Moorer.

Nel corso della sua vita non sono mancati momenti difficili, come quando nel 1993 venne arrestato e condannato per possesso ed uso di sostanze stupefacenti, venendo rilasciato sulla parola nel 1994; probabilmente questo fatto gli ha salvato la vita, costringendolo a seguire un programma di disintossicazione che gli ha consentito di "uscire dal tunnel".


Copperhead Road è una canzone country rock pubblicata nel 1988. Racconta di un veterano della Guerra del Vietnam, rampollo di una famiglia benestante che torna a casa verso Johnson County, Tennessee (Copperhead Road è una strada reale vicino Mountain City, Tennessee, anche se da allora è stata ridenominata come Copperhead Hollow Rd... un cambio di nome dovuto al furto di segnali stradali recanti il nome del brano). La canzone ha anche ispirato una danza popolare.


Altre canzoni di Steve Earle parlano di politica: attacca la guerra alla droga, e la canzone "Snake Oil" paragona l'allora presidente Ronald Reagan a un uomo in viaggio e richiama l'attenzione alla sua "eredità di inganno creativa". "Johnny Come Lately", eseguita con The Pogues, mette a confronto l'esperienza dei militari americani che hanno combattuto durante la Seconda Guerra Mondiale con quelli della guerra del Vietnam, ed evidenzia la così diversa accoglienza che hanno avuto i reduci al loro ritorno a casa. La canzone "Back to the Wall" è invece contro la povertà.

Copperhead Road su YouTube
Anni '80 e dintorni...




Eagles - Hotel California (1977)

Il testo della canzone descrive l'Hotel California come una struttura di gran lusso dove .. you can check out any time you like but you can never leave .. vale a dire "puoi lasciare libera la stanza quando vuoi ma non potrai andartene mai". Apparentemente la canzone narra la storia di un viaggiatore stanco che rimane intrappolato in un albergo terrificante, che all'inizio sembrava invitante e accogliente. La canzone generalmente è interpretata come un'allegoria dell'edonismo e dell'auto-distruzione dell'industria musicale della California del sud nella fine degli anni settanta; Don Henley l'ha definita "la nostra interpretazione della bella vita a Los Angeles" e in seguito ha replicato "é essenzialmente una canzone sull'oscura vulnerabilità del sogno americano, che é qualcosa che conosciamo bene".


Testo Tradotto
Su un'autostrada buia e deserta, con il vento fresco tra i capelli
un caldo profumo di colitas, si solleva nell'aria
più avanti in lontananza, vidi una luce scintillante
la mia testa divenne pesante e la mia vista si indebolì
dovetti fermarmi per la notte.
Lei stava sulla soglia
ed io udii il campanello d'allarme
mentre pensavo tra me
'potrebbe essere il paradiso o potrebbe essere l'inferno'
poi lei accese la candela e mi mostrò la strada
si udivano nelle voci nei corridoi
e credevo che dicessero....
Benvenuto all'Hotel California
un posto così amabile
un volto così amabile
ci sono tante camere all'Hotel California
in ogni momento dell'anno puoi trovarne una.
La sua mente è perversa, ha le curvature di una Mercedes
ha tanti bei ragazzi che chiama amici
danzano nel cortile, sudati per la dolce estate
alcuni danzano per ricordare, altri per dimenticare.
Chiamai il Capitano,
'Per favore, mi porti del vino',
lui disse 'non abbiamo quel tipo di bevanda dal 1969'
ed ancora quelle voci si facevano udire da lontano
ti svegliavano nel mezzo della notte
solo per sentirle sussurrare...
Benvenuto all'Hotel California
un posto così amabile
un volto così amabile
si stanno divertendo molto all'Hotel California
che bella sorpresa, ti porge le sue scuse.
Specchi sul soffitto
champagne rosato sul ghiaccio
e lei disse
'Noi siamo tutti prigionieri del nostro nuovo congegno'
e nella camera del padrone
si sono raccolti per il banchetto
lo trafiggono con i loro coltelli in acciaio
ma non possono uccidere la bestia.
L'ultima cosa che ricordo
è che stavo correndo verso la porta
cercai il passaggio che mi riportasse
indietro nel posto in cui ero prima
'Rilassati' disse l'uomo della notte
noi siamo programmati per ricevere
tu puoi lasciare l'albergo quando vuoi,
ma non potrai mai abbandonarci.


Anni '80 e dintorni..







martedì 15 marzo 2011

Al Bano dedica il brano di San Remo alle "Ex-Ragazze di Benin City"


"Amanda è libera" la canzone presentata all'ultimo Festival di Sanremo da Albano Carrisi (arrivata 3ª) è ispirata ad un fatto realmente accaduto in Italia, l'omicidio di una ragazza nigeriana di 28 anni. Doris Iuta, Arrivata in Italia con la promessa di un lavoro, costretta poi invece a prostituirsi, e infine uccisa alla vigilia di Pasqua nel marzo 2008 in una strada provinciale vicino a Livorno.

Un brano non solo contro la violenza sulle donne, ma contro la violenza verso tutto il genere umano.

È anche la mia storia, è la storia di tante ragazze nigeriane.. molte di loro brutalmente violentate, e magari uccise perché si vogliono ribellare, e a volte anche "stuprate" da clienti violenti che vanno a "puttane" solo per derubare il loro misero "incasso".

Grazie Al Bano, ti voglio bene perché hai evidenziato un problema che esiste ancora e non avrà fine, se persone come te non lo denunciano e sensibilizzano la gente. E complimenti, è anche una bella canzone..

AMANDA E’ LIBERA (Al Bano Carrisi, F. Berlincioni, A. Paoletti)

Nell’aria tiepida della periferia
Amanda è libera piena di fantasia
sembra più piccola degli anni che lei ha
curva come una virgola di una frase a metà
occhi che sognano giorni di libertà
una speranza che sembra un’eternità
branco di uomini ricchi d’infamità
promesse solite che Amanda non sa
Amanda è libera come una rondine
sopra le nuvole della sua ingenuità
Amanda è libera, serena e fragile
ora può ridere, è giusto alla sua età…
ora può vivere nella nuova realtà
Amanda è un «numero», l’han messa in regola
lungo l’asfalto che è nero di povertà
notti di Venere, piene di oscenità
giorni di cenere senza più dignità
Amanda è libera dentro una lacrima
che bagna l’anima e la sua ingenuità
Amanda è libera solo nell’anima
dentro una macchina che più strade non ha
Amanda è immobile sembra sorridere
a chi si ferma lì chiedendosi: PERCHE’?
Amanda è un angelo che amava vivere
Amanda è un angelo di un volo a metà
Amanda è un angelo che amava vivere
Amanda è un angelo di un volo a metà


La Storia di Doris Itua
Doris Itua (2008) - "Amanda"
Cadavere nel bosco. Il corpo senza vita l'ha trovato un'amica nel pomeriggio di Pasqua del 2008. Era rannicchiata in posizione quasi fetale nel boschetto fra Nugola e Castell'Anselmo lungo la provinciale per Collesalvetti in Provincia di Livorno.

Massacrata a colpi di coltello (tredici secondo l'autopsia) il giorno prima. 48 ore senza nome. L' identificazione arriva solo due giorni più tardi, anche l'amica che divideva con lei l'appartamento a Pontedera dice di conoscerne solo il soprannome: "Amanda". Si chiama Doris Iuta, 28 anni, nigeriana.

Abitava a Pontedera, arrivava in treno alla stazione di Livorno e andava in autostop fino al luogo in cui attendeva i clienti. Idem al ritorno, grossomodo al tramonto. Il telefonino. Il cellulare della vittima non viene trovato accanto al cadavere. Inizialmente gli inquirenti ammettono molta importanza all'apparecchio perché pensano che dai tabulati delle telefonate si possa ricostruire il giro di clienti.

Quel cellulare viene ritrovato agli inizi di maggio nelle mani di un commerciante livornese (che però la polizia ritiene estraneo a ogni coinvolgimento). Finisce così in trappola chi gliel'ha venduto. L'omicida. Ad uccidere Doris è stato Alessio Nigrì, 24 anni, operaio, livornese per l'anagrafe ma abitante a Luciana, nei pressi di Fauglia (Pisa), emerge che l'ha uccisa per rapinarla. Gli trovano un coltello cinese, l'esame del dna conferma che il sangue sulla doppia lama è quello della ragazza nigeriana.

Il processo. Nel gennaio 2009 in primo grado (con rito abbreviato) il giudice condanna a 30 anni l'operaio livornese, niente perizia psichiatrica, anzi pena più severa perfino di quanto aveva chiesto il PM. Dieci mesi dopo però, in appello, la condanna viene ridotta a 18 anni.